Tra le industrie creative del settore wedding, il comparto dell'editoria e dei media ricopre un ruolo centrale. A parte infatti, alcuni strumenti di comunicazione come fiere ed eventi, la gran parte della narrazione e della diffusione di contenuti – anche e soprattutto commerciali – è delegata all’editoria di settore che comprende riviste cartacee, web magazine, blog, social network, programmi televisivi e canali dedicati.

Ogni formato e strumento ha le proprie “regole” (che evidentemente si rifanno alle più generali regole generali dell’editoria nel suo complesso) e destinazioni d’uso, nonché specifici linguaggi che vengono costruiti per raggiungere efficacemente il target di riferimento: gli sposi.

Ad essi è destinata ogni forma di narrazione, che deve accompagnare significativamente e concretamente ogni passo del processo organizzativo che precede il giorno dell’evento matrimoniale. E proprio perché il matrimonio è un unicuum nella vita di una coppia (in linea generale), per i professionisti e le imprese editoriali che si muovono in questo settore si tratta di sviluppare un processo di comunicazione molto particolare e diversificato rispetto ad altri settori specialistici.

Il target di riferimento – una nicchia di mercato molto ristretta e ben delineata - infatti va fortemente conquistato e fidelizzato, ma per un periodo molto definito e limitato di tempo. Per poco più di sei mesi, gli sposi saranno lettori attivi, partecipi e fortemente coinvolti, passato il giorno delle nozze, spariranno definitivamente e – salvo rare eccezioni – torneranno mai più a sfogliare una rivista matrimoniale o a navigare in un sito specializzato.

Questo, dunque, permette agli editori e produttori di contenuti di sviluppare strategie mirate, che passino prima di tutto per una ciclicità regolare e regolamentata, che si rifà anche all’intrinseca ciclicità dell’universo matrimoniale stesso che è spiccatamente legato a stagionalità particolari.

In particolare, naturalmente, il web ha radicalmente cambiato l'approccio alla comunicazione matrimoniale, dando vita a nuovi formati e strumenti narrativi capaci di dialogare in modo personale e diretto con il target. Dai social network ai blog, l'universo del wedding storytelling ha negli ultimi anni allargato in modo esponenziale il suo raggio d'azione, differenziando il mercato editoriale e sviluppando nuove strategie non solo narrative ma anche commerciali e di marketing. 

Analizzare le forme e i linguaggi, le varie tipologie di contenuti e soprattutto le strategie utilizzate è pertanto esercizio interessante per avvicinare un settore come quello del matrimonio, che – a fini commerciali e di business – ha nella narrazione e nella comunicazione strumenti cruciali di vendita di servizi e prodotti. 

Ecco perché, per la mia ricerca, è particolarmente prezioso l'invito che ho ricevuto a partecipare ad un innovativo progetto di storytelling matrimoniale: Write My Wedding

In pratica, Write My Wedding (organizzato dalla wedding planner La Petite Coco) è il primo blogger tour riservato al mondo del matrimonio, che attraverso un formato basato su dialogo e coinvolgimento diretto, mostra le potenzialità matrimoniali di un luogo geografico specifico: il lago di Garda. 

Durante un week end (2-3 aprile) nella zona gardesana, giornaliste e blogger - tra le quali, appunto anche io in qualità di giornalista ma anche e sopratutto di ricercatrice - visteranno location esclusive, entreranno in contatto con operatori del settore e sperimenteranno in prima persona un territorio unico, ricco di storia, cultura e bellezza. 

Il progetto è particolarmente intrigante, perché mette in gioco due aspetti fondamentali del business matrimoniale: lo storytelling e il destination wedding.

In un percorso circolare, in sostanza, un luogo si racconterà - attraverso i suoi professionisti di settore - ad un gruppo di narratrici, alle quali verrà poi chiesto a loro volta di raccontare ciò che hanno visto e vissuto. 

Fanno parte del gruppo narratrici molto diverse tra loro, per strumenti e linguaggi utilizzati e per output proposti. 

Il mio approccio, naturalmente, è quello della ricerca. Il mio ruolo durante il week end sarà dunque ancor più fortemente di osservazione, non solo dei luoghi e delle professionalità che ci verranno presentati, ma anche delle altre partecipanti e delle loro metodologie narrative.
Ci sarà Simona Spinola, che scrive e si occupa di digital PR, partnership e Web Marketing per Zankyou Wedding, portale leader mondiale nel settore delle liste nozze che ha sviluppato a supporto del proprio core business uno dei magazine online più influenti non solo in Italia. 

Poi, Rebecca Riparbelli del blog Sposiamoci risparmiando, nato come cronaca 2.0 dei preparativi del suo matrimonio, e che è diventato una vera case history nel settore ed un punto di riferimento per le spose qui definite “oculate”.

Altro approccio ancora, quello di Heidi Busetti, prima wedding reporter a livello internazionale, che durante un matrimonio ha il compito di vivere i matrimoni più belli per farne poi dei veri romanzi che entrano a far parte della collana Wedding Stories®, edita da ARPANet e distribuita in libreria.

Infine, Francesca Favotto, giornalista, che per il gruppo Condé Nast scrive di matrimonio per le testate Nozze In e Sposabella, per Mondadori è contributor per il canale Gossip e Moda del sito donnamoderna.com, per il canale Sposa di Style.it si occupa di web editing con il suo blog, We for wedding.

Cinque differenti modi di pensare e "vendere" contenuti per il wedding, cinque prospettive differenti, cinque business model, cinque metodi specifici e differenziati: un'occasione unica di approfondimento e conoscenza, in un luogo che - con un ulteriore scarto narrativo - si farà storyteller per storyteller.

Comment