UN WORKSHOP SUL MATRIMONIO CONTEMPORANEO DI ALTA GAMMA
22 MARZO 2016 | HOTEL BAUER

Il matrimonio è un dispositivo complesso.
Evento, innanzitutto, il matrimonio può essere interpretato e progettato anche come strumento di comunicazione, di branding, di personal marketing, di storytelling. Oppure come momento spettacolare e performativo, dove la sfera privata si mette in scena, diventando temporaneamente pubblica e “social”. E ancora, le nozze possono essere considerate come ambienti (spazio-temporali) da investire e rivestire esteticamente e visivamente, ma anche e soprattutto simbolicamente. Infine, il matrimonio è - a tutti gli effetti - un “prodotto” che mette in campo dinamiche manageriali molto specifiche.  

Tutte queste dimensioni possibili dell’oggetto-soggetto matrimonio, passano per la dialettica che si instaura tra due elementi imprescindibili: gli sposi (che sono al contempo il target, i narratori, i performer, i clienti, gli spettatori…) e il luogo che scelgono per la loro “presentazione-rappresentazione”. 

Venezia – le statistiche lo rilevano chiaramente – è una delle destinazioni “aspirazionali” preferite dagli sposi. Le motivazioni di questo “desiderio possibile” sono evidenti. Venezia è per definizione romanticismo, amore, sogno, poesia, lusso… Queste certezze ancorate nel tempo però, rischiano – come spesso succede anche in contesti diversi da quello matrimoniale – di spostare l’attenzione (e l’aspirazione) verso immaginari stereotipati e banalizzati che semplificano la narrazione del luogo e del contesto, riempiendolo di narrazioni (quelle degli sposi) altrettanto semplicistiche e soprattutto non personalizzate, come invece richiederebbe il matrimonio, per sua definizione. 

Attraverso questo workshop, coordinato da me, all'interno del progetto Alta Gamma e indirizzato agli hotel di lusso veneziani, si proverà a definire una nuova possibile percezione (e di conseguenza una nuova capacità organizzativa, di ricezione e di comunicazione) del matrimonio a Venezia in questi luoghi iconici, attingendo a immaginari tipicamente veneziani, ma differenti da quelli fino ad oggi messi in campo nel management matrimoniale (la Biennale, ad esempio).

Le testimonianze presentate, arrivano dal mondo del wedding, ma anche e soprattutto della comunicazione, dell’arte e della progettazione, e si concentrano sull’analisi del matrimonio inteso come brand da costruire, come performance da mettere in scena o come oggetto d’arte da “curare”. 

Partendo da esperienze reali di successo, si cercherà di fornire una serie di strumenti concreti, che permetteranno di offrire agli ospiti degli hotel (e a nuovi target possibili) alcune prospettive inedite, per organizzare un matrimonio veneziano di alta gamma che risponda all’imprescindibile idea di “sogno”, ma di un sogno nuovo, che ancora gli sposi stessi non sanno di sognare. 

INTERVENTI

LA COSTRUZIONE DEL SOGNO MATRIMONIALE
In che modo, un wedding planner, contribuisce alla costruzione del sogno matrimoniale che gli sposi - in particolare quelli che scelgono di sposarsi lontano da casa - hanno scelto per sé? Quali meccanismi organizzativi, manageriali, creativi e simbolici entrano in gioco, per architettare un evento (e un conseguente immaginario) che risponda a desideri personali che si relazionano con il luogo che li trasforma in realtà? Il caso Venezia: dallo status quo a nuovi sogni possibili.

Sylvie Albert, Wedding planner di My Italian Wedding, ha iniziato la sua carriera come acquisitore per conto di società multinazionali, consolidando competenze specifiche nel mondo dei servizi, dei viaggi aziendali e dell’organizzazione di eventi.

I MUSEI E LO SVILUPPO DEL PUBBLICO
I musei ricorrono sempre di più all'offerta di eventi culturali come meccanismo per rinsaldare la reputazione e trovare nuovi pubblici. Concerti, performance, ricamo, convegni - e naturalmente matrimoni - ampliano lo spettro del possibile al museo. Ma in che modo i programmi si legano alla mission? Una visione organica e coerente è necessaria per non fare sforzi a vuoto.

Luca Melchionna, giornalista freelance, direttore di TAR Magazine, consulente per la comunicazione del Mart di Rovereto, del Museion di Bolzano e Palazzo Grassi a Venezia. Responsabile dei contenuti di Explora Museum, un sistema di supporto alla visita nei musei che si basa su trasmettitori iBeacon, adottato dal MUSE di Trento e dalla Triennale di Milano.

 

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