Sempre più coppie decidono di sposarsi in luoghi lontani da casa propria. Questo fenomeno non interessa solo destinazioni tropicali lontane, ma anche l’Italia, percepita come meta perfetta per coronare un romantico sogno d’amore. Venezia, l’Alto Adige, il lago di Garda… sono destinazioni molto ambite per gli sposi e questa specifica forma di “viaggio/turismo”, ha sviluppato nei territori un altrettanto specifica economia.

Analizzare questo fenomeno è importante per definire il suo impatto economico sui luoghi, ma anche e soprattutto per verificare come possa integrarsi e inserirsi in una prospettiva di marketing territoriale che tenga conto di aspetti così specifici e contingenti. Ridefinire le possibilità che il destination wedding ha di porsi come strumento di valorizzazione dei luoghi e dei beni culturali di un territorio, che non siano solo i tradizionali forti o castelli, abitualmente scelti per sposarsi, può essere un’ulteriore prospettiva di ricerca, alla quale applicare poi le potenzialità dell’approccio curatoriale e dunque culture based.

Quello del destination wedding è un mercato in espansione, che contribuisce, anche in questo caso, alla costruzione di immaginari “romantici” e a “vendere sogni” che diventano improvvisamente reali e realizzabili. Dalle classiche nozze sulle spiagge tropicali si è passati a sognare di sposarsi sul Canal Grande o tra le montagne dolomitiche. In quest’ottica, a modificarsi (o ad affiancarsi al preesistente) sono dunque gli immaginari legati ai luoghi. Le montagne, da destinazione per sportivi – ad esempio – diventano scenografia ideale per la moderna Sissi che sposandosi nel castello sotto le vette corona il sogno infantile di sentirsi principessa per un giorno. Questo tipo di approccio, che ha a che vedere prima di tutto con strategie di marketing e comunicazione, porta con sé forti ricadute sull’economia del territorio che apre a nuovi target da avvicinare e fidelizzare. Alcuni territori più di altri hanno già saputo sfruttare e valorizzare il proprio patrimonio in questa direzione, definendo microeconomie interessanti, proponendo pacchetti turistici ad hoc, adattando strutture e infrastrutture, comunicando in lingue diverse ecc. Questi modelli, adattati alle specificità di ciascun luogo, possono essere felicemente replicati, potenziando – con strategie sensibili - anche economie attualmente depresse.

 

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